Trekking Gorgona

Riflessioni su Gorgona

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Testo di Viviana Stanzione

Chiunque, arrivando a Gorgona, percepisce un’aria diversa.

Il carcere, realtà ancora presente a Gorgona dal 1869, ha salvaguardato quest’isola dall’abusivismo edilizio e dallo sfruttamento delle risorse naturali. Pensate che, da regolamento della casa di reclusione, in pieno Agosto, sono ammesse allo sbarco non più di 75 persone al giorno.

Il tempo a Gorgona si dilata: tranne la Guida Ambientale, tutti i partecipanti sono tenuti a lasciare il cellulare e le macchine fotografiche a bordo della motonave. Questa azione, se in principio è vista dai partecipanti come una privazione, ha in realtà una forte positività, percepita poi a fine giornata. Le nuove tecnologie, indubbiamente ci aiutano nella vita di tutti i giorni, ma, allo stesso tempo, ci hanno fatto perdere qualcosa. Siamo sempre raggiungibili, in ogni momento, in ogni luogo; dobbiamo sempre voler condividere con qualcuno quello che stiamo vivendo, senza permettere alla nostra mente di quietarsi e vivere a fondo l’esperienza stessa.

Quando porto un gruppo a Gorgona ho notato che le persone si parlano molto di più fra di loro. Nei momenti di pausa si diventa  più osservatori dell’ambiente circostante, si assaporano meglio i profumi e ci si dedica di più agli altri.

L’incanto di questo luogo è stato così forte che il 5 agosto 2017, un cagnolino di nome Otto, ha fatto per prima volta un bagno a mare! I padroni di Otto, mi raccontavano, che il loro fido aveva avuto sempre paura del mare, delle onde, degli schiamazzi delle persone…Ma a Gorgona, Otto ha vinto le sue paure e ha fatto il bagno nelle acque gorgonesi! La gioia di tutti noi, è stata così contagiosa, che presto si è diffusa fra tutte le persone che quel giorno erano presenti sull’isola.

Grazie Gorgona per regalarci tutto questo, torneremo presto!

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In foto gruppo di camminatori del 5/08/17 davanti alla Torre Vecchia. Ciao a tutti, ciao Otto alla prossima!

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